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IL PRIMO E UNICO MONUMENTO AL PARMIGIANO REGGIANO


 

La valorizzazione a livello culturale ed artistico di un prodotto conosciuto nel mondo, come il Parmigiano Reggiano, nella terra che ne cullò i natali, rischia di cadere nell'ovvietà o nella banalizzazione. Così non è per il primo monumento pubblico al Parmigiano Reggiano, sito all'ingresso dell'abitato di Bibbiano.

Siamo in terre dove l'uomo, attraverso il suo vivere, ha lasciato impronte indelebili, organizzando i corsi d'acqua con i canali, erigendo pievi e cappelle ancora lì a distanza di secoli, coltivando prati giunti sino a noi. Con il monumento al Parmigiano Reggiano Bibbiano ostenta, con meritato orgoglio, il prodotto che tutto il mondo invidia a questo angolo di dolce Emilia e, a volte, imita senza successo. Non è certo scontato ricordare che le radici del benessere attuale affondano nel fertile sviluppo del mondo rurale.

Il primo monumento al Parmigiano Reggiano è di Michelangelo Galliani, di Montecchio Emilia: "Ho inteso riunire, in un'opera di grande impatto, i tre elementi caratterizzanti la produzione e l'uso del formaggio - spiega lo scultore che ha ideato l'opera -: la punta di formaggio, il coltellino a "mandorla", una parete di un antico caseifìcio, emblema della più bella architettura rurale dell'Ottocento. Per raffigurare il Parmigiano Reggiano, in uno spicchio di 3 metri e mezzo e 32 tonnellate di peso, la scelta è caduta sul marmo di Carrara, perché, frammentato, ha una grana molto simile. E' posato su un prato verde, simbolo del secolari prati stabili bibbianesi. Accanto il caratteristico coltellino a goccia, in simil-legno e acciaio di tre metri. Sullo sfondo una parete, con le caratteristiche gelosie a file sfalsate in cotto degli antichi caseifìci poligonali neogotici, simbolo di reggianità perché prevalentemente ed ampiamente diffusi nella tipologla edilizia della provincia. Perché queste dimensioni? Le strade sono luogo di transito ed era importante che fosse un'opera leggibile immediatamente, anche per chi non sa che qui siamo nella culla del Parmigiano Reggiano. Ho svolto il ruolo di scenografo pensando a un'opera semplice e di grande impatto, da qui la scelta delle grandi dimensioni".

Un monumento "a tutto tondo", quello scelto da tutto il Consiglio Comunale, perché sorge sulla rotatoria nella strada provinciale 28 a Barco, crocevia importante per Cavriago, Reggio, Montecchio e la provincia di Parma. Siamo a due passi dall'antico confìne tra due stati, il Ducato di Modena e Reggio e quello di Parma, dove il formaggio bibbianese, così ricercato sui mercati farnesi, non poteva transitare, se non a rischio di pesanti sanzioni o dazi. All'insegna dell'identità è una porta di ingresso in quella che, oggi, è definita la food valley emiliana, come potrà scoprire il visitatore che sale dalla nuova uscita autostradale Terre di Canossa, in Campegine. Pare così concludersi un trittico di decenni dove l'essenzialità modernista, nei monumenti, aveva fatto dimenticare il gusto del reale a favore dell'essenziale e, a volte, asettico, Steli lapidei avevano preso il posto di busti o statue un po' ovunque. L'avvento dei monumentali ponti di Calatrava, inaugurati nel 2007 a Reggio Emilia, porta anche il passeggero in una terra che cerca e ritrova, attorno alle opere d'arte, la sua identità. E' così anche per Bibbiano, dove prosperano attività commerciali, artigianali e finanziarie accanto al fìero lavoro di casari, soci di latterie, allevatori. Un connubio felice e vincente, tanto che è merito di alcuni sponsor che si è potuta realizzare l'opera.

Vale la pena ricordarli: Coopbox Italia, Dixi, GM Gamma Meccanica, Microfound Investment Casting, Gruppo Orlandini: Impresa edile - Azienda agricola, Technoform srl.


Posto al centro della rotonda di Barco, sulla strada provinciale 28, il monumento è stato fatto erigere dal Comune di Bibbiano, culla del Parmigiano Reggiano

monumento monumento

 

 

 

Domenica 5 ottobre 2008 a Barco è stato inaugurato il primo monumento al Parmigiano Reggiano.

 

Il Concerto durante l'inaugurazione

per l'occasione è stato suonato il valzer "Battagliero", inno al "Re dei Re"

 

L'opera, eseguita dallo scultore di Montecchio Michelangelo Galliani, consiste in una punta di Parmigiano Reggiano di 3 metri e mezzo e 22 tonnellate di peso, ricavato da un blocco di marmo di Carrara, ed è posta al centro della rotonda. La scultura sorge su un tappeto d'erba, a ricordare gli antichi prati stabili bibbianesi che danno foraggi capaci di originare latte di altissima qualità da cui ricavare ottimo Parmigiano Reggiano.


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