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Prof. Renzo Barazzoni

 

 

 

 

 

 

Renzo Adriano Barazzoni (nato a Parma il 12 gennaio 1920, morto a Montecchio Emilia il 1 dicembre 2014) -  scrittore, storico e politico italiano.
Infanzia e giovinezza
Renzo Barazzoni nasce a Parma nel 1920, figlio del medico Nino Barazzoni (1870-1936) e della maestra Maria Tonazzo (1897-1989). Trascorre l'infanzia nella casa di famiglia di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, con i genitori, le zie e i fratelli. Il padre Nino è  tornato in Italia nel 1914, partecipando alla prima guerra mondiale come maggiore medico nel Regio Esercito, dopo aver trascorso diciassette anni a Lima in Perù, ove aveva aperto una casa di salute e svolto le funzioni di sindaco del Callao e di Console Onorario.
 A sedici anni, Renzo rimane orfano del padre. Tuttavia, ritirandosi per due anni nello studio di casa, nel 1937 ottiene la maturità al liceo classico di Reggio Emilia e si trasferisce a Bologna, dove a ventun anni, nel 1941, si laurea in Lettere Classiche con una tesi sull'opera poetica “Amorum Libri” di Giovanni “Gioviano” Pontano.

Gli anni della seconda guerra mondiale

Durante gli anni universitari, Renzo Barazzoni completa il corso per allievi ufficiali a Fano.
Sottotenente Granatieri, compie il suo servizio di prima nomina a Roma.  Viene trasferito successivamente al Battaglione S. Marco di Pola.
Nel 1942, il suo battaglione “Grado” viene sbarcato a Biserta in Tunisia e inviato in prima linea nella zona interna e montuosa del Paese.

La prigionia (maggio 1943 - febbraio 1946)

Nel mese di maggio del 1943 avviene la resa generale alle Forze Alleate. Renzo è  fatto prigioniero dagli Americani e trasferito in Texas (USA), nel campo di Hereford. Nei tre anni di  prigionia, grazie all'ampia biblioteca messa a disposizione dalla comunità italo-americana, ha modo di leggere, scrivere racconti  e soprattutto studiare e discutere di socialismo con il gruppo “Collettivista” composto da scrittori e intellettuali come Gaetano Tumiati, Giosuè Ravaioli, Giuseppe Berto, Dante Troisi, Edvardo Fioravanti. Nello stesso campo si trovano altri prigionieri che trarranno dagli anni di prigionia ispirazione artistica, come Aldo Burri .

Dal dopoguerra agli anni sessanta

Nel febbraio del 1946, Renzo Barazzoni rientra in Italia, sbarcando a Napoli. Ha subito inizio il suo impegno politico e la  sua attività giornalistica e di insegnamento, che dureranno oltre mezzo secolo.
Si iscrive infatti al Partito socialista, divenendo segretario della sezione di Bibbiano (nel '47) e  nel 1953 viene eletto segretario di Federazione.  Dopo due anni di intensa attività politica, nel 1955 rassegna le dimissioni. Nel 1956 viene eletto assessore provinciale alla Cultura e successivamente consigliere comunale a Reggio Emilia per una legislatura. Continua poi a essere a disposizione del partito per comizi e riunioni, finché, nel 1964, in veste di consigliere comunale reggiano, dichiara di passare al gruppo  consiliare del PSIUP. Nel 1972 si scioglie lo PSIUP e viene costituito lo PDUP, a cui Barazzoni aderisce. Negli anni '70 è eletto consigliere comunale a Bibbiano per una legislatura, per poi continuare a dare il proprio contributo teorico, nella realtà cittadina e provinciale, al dibattito politico e all'esperienza della sinistra.

Dal 1948 è  direttore del “Socialista Reggiano”. Dopo il XX Congresso del PCUS il settimanale “Il Socialista” viene sostituito da “Tempi Nuovi” di cui Barazzoni viene confermato direttore.  Agli inizi del 1959 passa alla redazione de “Il Lavoratore dei campi”. Il tema della vita contadina attraversa così l'impegno giornalistico di Barazzoni. Frequente la collaborazione al “Progresso d'Italia”, alla “Gazzetta di Reggio”, al Notiziario ANPI, all'“Avanti”, assumendo talvolta, per i suoi corsivi, gli pseudonimi di Bren e Sagredo.

In contemporanea con l'attività politica e giornalistica, la sua prima vocazione, quella di educatore,  porta Renzo Barazzoni, fin dal 1946, all'insegnamento di materie letterarie e umanistiche in varie scuole superiori della città di Reggio Emilia - prima all'Istituto Tecnico Agrario  “Zanelli”, poi all'Istituto per ragionieri “Secchi”,  e infine all'Istituto Magistrale (1954-1974).

Dall'ultimo scorcio del Novecento al 2014

Uno dei più insigni studiosi del dialetto reggiano, è  uno dei soci fondatori che, nel 1987, dà vita al centro studi sul dialetto reggiano di Albinea. Per qualche anno insegna materie letterarie presso il Liceo Ginnasio “Guardini” di Reggio Emilia e per sette anni, a Cavriago e a Bibbiano, partecipa all'“Università del tempo libero” come docente di varie materie umanistiche e storia delle religioni. Collabora con l'amico Ugo Bellocchi alla traduzione delle Encicliche Pontificie  .
Si dedica alla pubblicazione di libri, dalla prosa classica e inappuntabile,  di carattere storico, monografico e letterario, tra cui l'opera autobiografica e filosofica “La cognizione del tempo” e il romanzo “Il Papa nero”, in cui immagina un Papa africano.  Scrive il  libretto d'opera “Enrico a Canossa”, musicato dal compositore e pianista rumeno Julian Trofin. L'opera viene rappresentata per la prima volta nello storico Teatro Nazionale di Iasi, in Romania, il 6 luglio 2003.
Il 12 gennaio 2013, in occasione del suo novantatreesimo compleanno, il Comune di Bibbiano e  lo SPI-CGIL organizzano per Renzo Barazzoni due cerimonie di premiazione, per il suo impegno culturale e sociale.
Nella notte tra il 30 novembre e il 1 dicembre 2014, alle ore 00.40,  Renzo Barazzoni si è spento nell'ospedale di Montecchio Emilia, in seguito a problemi respiratori. La sua scomparsa ha costituito un grave lutto nel mondo della cultura reggiana .
 I funerali si sono svolti per sua volontà in forma privata. Hanno espresso il cordoglio della comunità  le amministrazioni di Bibbiano, Albinea e Cavriago  . Moltissime persone lo hanno salutato alla camera ardente.

 Le  Opere principali:

Renzo Barazzoni, Cesarino Faietti “Bibbiano – La gente, le vicende”, Reggio Emilia, Tecnostampa, 1976
Renzo Barazzoni, Ulisse Gilioli “La liberazione dell'Emilia Romagna”, Milano, Sperling & Kupfer, 1979
Renzo Barazzoni, Nelson Ruini “Camillo Prampolini – Scritti e discorsi” Vol. I, Reggio Emilia, Tecnostampa, 1981
Renzo Barazzoni, Aldo Ferretti “Celso Giuliani dirigente contadino”,  Reggio Emilia, Tecnostampa, 1981
“Nel trentennale della lotta delle “Reggiane”, Reggio Emilia, Comune di RE, 1981
“La cognizione del tempo”,  Reggio Emilia, Il Voltone, 1983
“La fratellanza Reggiana di Parigi”, Reggio Emilia, Comune di RE, 1984
“Mattone su mattone – La scuola XXV aprile di Villa Cella”,  Reggio Emilia, Comune di RE, 1985
Renzo Barazzoni, Serafino Prati “Quella speranza che chiamiamo socialismo”,  Reggio Emilia, Il Voltone, 1985
“Bibbiano – Immagini e vicende sul filo della memoria”,  Reggio Emilia, Tecnostampa, 1987
Renzo Barazzoni, Giorgio Boccolari “Albinea – La gente, gli anni, gli eventi”, Comune di Albinea, 1990
“Val d'Enza in armi” - Momenti di storia della 144° Brg Garibaldi”,  Reggio Emilia, ANPI, 1991
 AA.VV. “Silvio D'Arzo, uno pseudonimo per legittima difesa”, Reggio Emilia, Bertani, 1994
“In punta di penna – Neretti e corsivi”,  Reggio Emilia, D. Cagna, 1994
“Il Papa Nero, Pagine Segrete”, Reggio Emilia, Il Voltone, 2000

Ha inoltre scritto saggi, prefazioni e introduzioni a molteplici opere.

 

Il Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti in occasione della morte lo ha ricordato così: “Se ne è andato Renzo Barazzoni, capace scrittore, apprezzato saggista e storico. Amato da tutti, professore illuminato per i suoi allievi, amministratore stimato da ogni schieramento, amico sincero e leale, Barazzoni nutriva, da sempre, non solo la sua vasta cultura ma i suoi grandi, valorosi ideali. Ideali che perseguiva, sempre nella sua vita, con un'onestà intellettuale e una coerenza non comuni. Elegante, acuto, sensibile e preparatissimo, il professore incantava con le sue parole mai banali, mai scontate ma, anzi, ricche di significati e di sagacia. Abbiamo perso un amico molto caro, e lo abbiamo perso tutti. Per questo esprimo, a nome della comunità, grande dolore per il vuoto che questa perdita comporta, ma anche l'impegno, per noi amministratori, a riempire quel vuoto con il suo esempio".

 

Giorgio Boccolari, stimato giornalista bibbianese, ha pubblicato un articolo sul professor Barazzoni ne "L'ALMANACCO - Rassegna di studi storici e di ricerche sulla società contemporanea" n. 69/70 del 2017. Per visualizzare l'articolo clicca QUI 

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