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IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA - IMU

 

Cos'è l'IMU

 

A decorrere dall'anno 2012, il Decreto Legge n. 201 del 6/12/2011 (Decreto Monti "Salva Italia"), convertito nella Legge n. 214/2011, all'art. 13 ha introdotto l'Imu (Imposta Municipale Propria) in via anticipata. La principale disciplina di riferimento è costituita, oltre che dall’art. 13, dagli artt. 8-9 del D.Lgs. n. 23/2011 (Federalismo Fiscale) in quanto compatibili, dall’art. 4 del D.L. n. 16/2012 e dal D.Lgs n. 504/1992 ove richiamato. Si deve altresì fare riferimento al Regolamento comunale sulla disciplina dell’Imu e al Regolamento generale delle entrate tributarie. L'Imu ha sostituito l'ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), che pertanto cessa di esistere dal 2012. L'Imu è un'imposta patrimoniale che colpisce tutti gli immobili in generale. I soggetti beneficiari dell'imposta sono il Comune e lo Stato, a seconda delle fattispecie di immobili. Il particolare, come con l’Ici, rilevano i fabbricati, le aree fabbricabili e tutti i terreni agricoli, anche incolti (non coltivati), siti nel territorio, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa.

La Legge n. 160/2019 dal 1/1/2020 abolisce la IUC che conteneva l'IMU. I commi dal 739 al 783 di questa Legge riscrivono la disciplina dell'IMU a partire dal 2020. Sono abrogati in tema di IMU: l’articolo 8, ad eccezione del comma 1, e l’articolo 9, ad eccezione del comma 9, del D. Lgs. 14 marzo 2011, n. 23; l’articolo 13, commi da 1 a 12-ter e 13-bis, del DL 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214; in tema di IUC sono abrogati: il comma 639 nonché i commi successivi dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, concernenti l’istituzione e la disciplina dell’Imposta comunale unica (IUC), limitatamente alle disposizioni riguardanti la disciplina dell’IMU e della TASI (Tributo per i servizi indivisibili), restando ferme le disposizioni che disciplinano la TARI, e sono altresì abrogate le disposizioni incompatibili con l’IMU disciplinata dalla presente legge.

Si precisa che con le nuove disposizioni sull'IMU contenute nella L. n. 160/2019, l'imposta nella sostanza non perde i connotati di quanto già disciplinato in precedenza.

 

L'IMU all'interno della IUC fino al 31/12/2019

 

A partire dall'anno 2014, la Legge n. 147/2013 istituisce la IUC , Imposta unica comunale, di cui l'IMU ne fa parte. A partire dall'anno 2020 con la L. n. 160/2019 l'IMU diventa imposta autonoma uscendo dalla IUC, che viene abolita.

 

Chi deve pagare l'IMU

 

I soggetti passivi Imu sono gli stessi dell’Ici:

  • il proprietario di immobili, inclusi i terreni agricoli, anche incolti, e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa;

  • il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie;
  • il concessionario nel caso di concessione di aree demaniali;
  • il locatario, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria (leasing), a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

 

Base imponibile IMU

 

La base imponibile dell'Imposta municipale propria è il valore degli immobili.

Fabbricati. Quelli del gruppo catastale D e posseduti da imprese, non ancora iscritti in catasto, possono continuare ad essere valorizzati in via provvisoria sulla base dei valori contabili, al lordo delle quote di ammortamento, opportunamente valorizzati secondo coefficienti moltiplicatori di volta in volta stabiliti dalla legge. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite catastali, vigenti al 1/1 dell'anno di imposizione, rivalutate del 5%, i seguenti determinati moltiplicatori:

160

fabbricati classificati nel gruppo catastale A, e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10

140

fabbricati classificati nel gruppo catastale B, e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5

80

fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 e D/5

65

fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 (tale moltiplicatore è stato elevato a 65 a decorrere dal 1° gennaio 2013, nel 2012 era pari a 60)

55

fabbricati classificati nella categoria catastale C/1

 

Aree fabbricabili. Il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1/1 dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche. Il Comune delibera periodicamente i valori medi venali per le aree fabbricabili della varie zone omogenee, da intendersi come valori indicativi di mero riferimento, posto comunque il rispetto dei precedenti presupposti di legge.

Terreni agricoli. Il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1/1 dell'anno di imposizione, rivalutato del 25%, i seguenti determinati moltiplicatori a seconda della tipologia di possessore/conduttore. Rilevano tutti i terreni agricoli, anche se incolti (non coltivati). Il Comune di Bibbiano infatti non può ricadere tra i territori montani o parzialmente montani, individuati sulla base dell’altitudine e riportati in appositi elenchi, per i quali invece vale l’esenzione dall’imposta.

75

terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola; terreni incolti (non coltivati) posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola (tale moltiplicatore è stato ridotto a 75 a decorrere dal 1° gennaio 2014, prima era pari a 110; a decorrere dal 1° gennaio 2016 tale moltiplicatore è stato eliminato in quanto tale fattispecie di terreni sono diventati esenti da IMU)

135

in tutti gli altri casi

 

Abitazione principale e pertinenze

 

Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.
Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità a uso abitativo (quindi massimo n. 3 pertinenze). La qualifica di pertinenza dell’abitazione principale si realizza a condizione che il proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, dell'abitazione, sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, della pertinenza, e che questa sia durevolmente ed esclusivamente asservita ovvero utilizzata e a servizio alla predetta abitazione, secondo quanto previsto dall’art. 817 c.c.
Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione. Se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
Solo per gli anni 2012 e 2013, la detrazione di euro 200 è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio del soggetto passivo, di età non superiore a 26 anni, e fino al compimento di detta età, decadendo dal beneficio dal giorno immediatamente successivo a quello in cui si verifica il compimento dei 26 anni, purché dimorante e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, e sempre in proporzione sulla base dell’anzidetto criterio della destinazione. Massima detrazione consentita per i figli: euro 400.

 

A decorrere dall'anno 2014 l'IMU non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A1 A8 A9, considerate di lusso, per le quali continuano ad applicarsi le aliquote deliberate per abitazione principale e le relative detrazioni.

 

Equiparazione all'abitazione principale

 

Ai fini Imu il Comune considera direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che l’abitazione non risulti locata. Allo stesso regime dell’abitazione soggiacciono le eventuali pertinenze. Per beneficare della previsione dell’equiparazione, occorre presentare al Comune apposita comunicazione (vedi il modulo di comunicazione messo a disposizione), con mezzi idonei che ne garantiscano la ricezione, entro il 31 dicembre dell’anno in cui si intende iniziare ad applicarla; nel caso sia già stata presentata, vale anche per gli anni successivi, a condizione che non intervengano delle modificazioni, che vanno sempre comunicate.

Per quanto concerne gli immobili posseduti dai cittadini italiani residenti all'estero, solo a partire dall'anno 2015 e fino all'anno 2019, per espressa previsione di legge, si considera direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso.

 

Riduzioni d'imposta

 

Per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, e di fatto non utilizzati, la base imponibile è ridotta del 50%. Ai fini IMU, ai sensi della L. n. 160/2019, art. 1 comma 747, lettera b, sono da considerarsi inagibili o inabitabili i fabbricati aventi un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile), superabile non con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia. In particolare, ai fini di beneficiare della riduzione del 50%, sono considerati inagibili o inabitabili i fabbricati che, anche solo alternativamente, presentano:

  1. crolli totali/parziali nelle strutture portanti orizzontali (pavimenti/solai);

  2. crolli totali/parziali nelle strutture portanti verticali (muri portanti esterni/interni);

  3. crolli totali/parziali nella copertura (tetto);

  4. inefficienza/insufficienza assoluta dei servizi igienici essenziali, e dei relativi impianti e contatori per il loro funzionamento (per i fabbricati ad uso abitazione);

  5. inefficienza/insufficienza assoluta degli impianti di riscaldamento, idrico, elettrico, e dei relativi contatori per il loro funzionamento (per i fabbricati ad uso abitazione).

I fabbricati aventi queste particolari condizioni strutturali o igienico-sanitarie non dovranno essere utilizzati, e quindi dovranno essere resi inaccessibili. In ogni caso, la riduzione prevista del 50% ha decorrenza dalla data in cui è accertato dall’ufficio tecnico comunale lo stato di inabilità o di inagibilità di cui in precedenza, con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione, anche fotografica. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, e la riduzione del 50% avrà decorrenza dalla data della sua presentazione; la dichiarazione sostitutiva può essere accompagnata da perizia a carico del proprietario; tutte le dichiarazioni sostitutive verranno assoggettate a verifica. Per la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, onde agevolare il contribuente, è messo a disposizione apposito modulo (scaricabile dal sito web), al quale dovrà essere allegata idonea documentazione fotografica da cui si possano evincere le condizioni di cui sopra. Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome, e anche con diversa destinazione, la riduzione del 50% è applicata alle sole unità dichiarate inagibili o inabitabili. La riduzione del 50% si applica limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni di inagibilità o inabitabilità. A seguito della presentazione delle dichiarazioni, ogni successiva modificazione delle condizioni tale da far venir meno l’applicazione della riduzione dovrà essere comunicata. Se ricorrono i requisiti, solo per il 2012, primo anno di applicazione dell’imposta, le dichiarazioni presentante entro il 31/12 possono esplicare efficacia retroattiva sin dal 1/1.
Per le unità immobiliari collabenti classificate catastalmente nella categoria F2 l’imposta è dovuta sulla base del valore dell’area edificabile.
La presente regolamentazione ha valenza esclusivamente fiscale ai fini dell’Imposta municipale propria. Per i fabbricati per i quali, in ambito di vigenza dell’ICI (Imposta comunale sugli immobili), il contribuente aveva provveduto a richiedere la riduzione d’imposta del 50% ai sensi dell’art. 8, comma 1, D.Lgs. n. 504/1992 e del relativo Regolamento comunale, anche ai fini dell’IMU viene mantenuta l’agevolazione, sotto forma di riduzione del 50 % della base imponibile, solo se i fabbricati sono in possesso dei requisiti sopra indicati qualificanti lo stato di inagibilità o inabitabilità ed effettivo non utilizzo.

 

Fabbricati rurali

 

Per poter attrarre a imposizione tutti i fabbricati rurali è necessario che questi siano iscritti in catasto. La legge prevede che i fabbricati rurali iscritti al catasto terreni, con esclusione di quelli che non costituiscono oggetto di inventariazione, devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano.

 

A decorrere dall'anno 2014 e fino all'anno 2019 per quanto riguarda i fabbricati rurali strumentali all’attività agricola, a questi non si applica l'IMU, ma la TASI, mentre i fabbricati rurali ad uso abitazione pagano come le normali abitazioni. Dal 2020 invece, con l'abolizione della TASI, a questi si applica l'IMU.


La legge prevede comunque l’esenzione dei fabbricati rurali strumentali se ubicati in Comuni montani o parzialmente montani, secondo la classificazione rilevabile dall’Istat (Bibbiano non è considerabile un comune montano).

 

Comodati gratuiti ai parenti in linea retta entro il 1° grado

 

A partire dall'anno 2016, ai sensi del comma 10 dell’art. 1 della L. n. 208/2015, e poi dal comma 747 lettera c dell'art. 1 della L. n. 160/2019, la base imponibile dell’IMU è ridotta del 50 per cento per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, considerate di lusso, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

E' importante ricordare che il contratto di comodato deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate.

 

 

Terreni agricoli posseduti e condotti dagli agricoltori

 

A partire dall'anno 2016, sono esenti da IMU i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, comprese le società agricole, indipendentemente dalla loro ubicazione.

 

Aliquote

 

ANNO 2013

Per il calcolo dell' acconto 2013 di giugno (scadenza 17/6/2013) si utilizzano le stesse aliquote deliberate per il 2012 .

La Legge n. 228 del 24/12/2012 all'art. 1, comma 380, ha stabilito che per il 2013 è riservato allo Stato SOLO il gettito IMU derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D calcolato con l'aliquota standard dello 0,76 %. 

Per il calcolo del saldo/conguaglio 2013 di dicembre (scadenza 16/12/2013) si utilizzano le specifiche aliquote deliberate per il 2013 .

 

ANNO 2014

Per il calcolo dell' acconto 2014 di giugno (scadenza 16/6/2014) si utilizzano le stesse aliquote deliberate per il 2013 .

Per il calcolo del saldo/conguaglio 2014 di dicembre (scadenza 16/12/2014) si utilizzano le aliquote definitive deliberate per il 2014 .

 

ANNO 2015

Per il calcolo dell' acconto 2015 di giugno (scadenza 16/6/2015) si utilizzano le stesse aliquote definitive deliberate per il 2014  .

Per il calcolo del saldo/conguaglio 2015 di dicembre (scadenza 16/12/2015) si utilizzano le aliquote definitive deliberate per il 2015 .

 

ANNO 2016

Le aliquote definitive deliberate per l'anno 2016 non sono diverse da quelle dell'anno 2015.

Rispetto al 2015, per il 2016 è stata aggiunta un'ulteriore aliquota ridotta pari allo 0,46 % nel caso di fabbricati ad uso abitazione e per le relative pertinenze già concessi in locazione a canone concertato (L. n. 431/1998) qualora venga pattuita con il medesimo locatario una riduzione di almeno il 20 % del canone.

Acconto 2016: scadenza 16/6/2016 .

Saldo/conguaglio 2016: scadenza 16/12/2016 .

 

ANNO 2017

Le aliquote definitive deliberate per l'anno 2017 non sono diverse da quelle dell'anno 2016 (confermate).

Acconto 2017: scadenza 16/6/2017 .

Saldo/conguaglio 2017: scadenza 18/12/2017 .


ANNO 2018

Le aliquote definitive deliberate per l'anno 2018 non sono diverse da quelle dell'anno 2017 (confermate).

Acconto 2018: scadenza 18/6/2018 .

Saldo/conguaglio 2018: scadenza 17/12/2018 .

 

ANNO 2019

Le aliquote definitive deliberate per l'anno 2019 non sono diverse da quelle dell'anno 2018 (confermate).

Acconto 2019: scadenza 17/6/2019 .

Saldo/conguaglio 2019: scadenza 16/12/2019 .

 

ANNO 2020

Le aliquote definitive deliberate per l'anno 2020  non sono diverse da quelle dell'anno 2019 (confermate), ad eccezione dell'aliquota per i terreni agricoli NON posseduti e condotti da CD e IAP che passa al 1,06%.

Acconto 2020: scadenza 16/6/2020 .

Saldo/conguaglio 2020: scadenza 16/12/2020 .

 

 

ALIQUOTE IMU 2020

di cui allo Stato

1) Aliquota ordinaria per tutti i tipi di immobili, ad eccezione degli immobili di cui ai punti 2 3 4 5 6 7 8 seguenti.

In particolare ci si riferisce a: cat. A10, catt. B, catt. C1 C3 C4 C5, catt. D, aree fabbricabili.

NOTE: ai sensi del comma 753, dell’art. 1, della L. n. 160/2019, per i soli fabbricati di catt. D è versata allo Stato la parte di imposta calcolata ad aliquota dello 0,76 %, la restante parte calcolata allo 0,22 % è versata al Comune

 

0,98 % 0,76 % SOLO per i fabbricati ad uso produttivo di cat. D

2) Aliquota per l’abitazione principale di categoria catastale A/1 A/8 A/9 e relative pertinenze.

Con detrazione di euro 200, prevista dal comma 749, dell’art. 1, della L. n. 160/2019.

NOTE: ai sensi del comma 740, dell’art. 1, della L. n. 160/2019, il possesso dell’abitazione principale o assimilata, non costituisce presupposto dell’imposta – esenzione da IMU – salvo che si tratti di un’unità classificata delle categorie catastali A/1 A/8 A/9.
Ai sensi del comma 741, per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.
Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2 C/6 C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.
Si considerano altresì abitazioni principali (assimilazione):
1) le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
2) le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
3) i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal D.M. 22 aprile 2008, pubblicato nella G.U. n. 146/2008, adibiti ad abitazione principale;
4) la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell'applicazione dell'imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
5) un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del D. Lgs. n. 139/2000, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
6) le altre fattispecie ad essa assimilate dalla Legge e dal Regolamento comunale IMU.

 

0,60 % 0 %

3) Aliquota per fabbricati ad uso abitazione e per le relative pertinenze concessi in locazione a canone concertato (L. n. 431/1998).

  In riferimento a tale fattispecie si prevede che:
a) Quale condizione indispensabile per avere diritto al riconoscimento dell’aliquota stabilita, ogni soggetto passivo presenti al Comune, con mezzi idonei che ne garantiscano la ricezione, apposita dichiarazione, su moduli predisposti dall’Ufficio tributi, entro il 31 dicembre dell’anno in cui intendono iniziare ad applicare l’aliquota, dove si comunichino i dati degli immobili concessi in locazione nonché gli estremi di registrazione dei relativi contratti;
b) L’aliquota prevista si applica all’abitazione ed alle relative pertinenze; quali pertinenze si intendono gli stessi immobili così come definiti dalla legge per l’abitazione principale;
c) L’aliquota prevista viene concessa solamente per i contratti regolarmente registrati ai sensi di legge, e stipulati in conformità alla L. n. 431/1998, ai sensi dell’Accordo territoriale definito in data 4/4/2005 per il Comune di Bibbiano o ad altri successivi accordi sostitutivi/modificativi dello stesso;
d) L’aliquota prevista si applica per l’intera durata del contratto, come risultante dall’anzidetta apposita dichiarazione, e comunque per il periodo corrispondente a quello interessato dall’applicazione dall’aliquota;
e) Il beneficiario dell’aliquota prevista comunica all’Ufficio tributi, con mezzi idonei che ne garantiscano la ricezione, l’eventuale scadenza anticipata del contratto di locazione che si verifichi nel periodo interessato.

NOTE: ai sensi del comma 760, dell’art. 1, della L. n. 160/2019, per le abitazioni locate a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal Comune ai sensi del comma 754, è ridotta al 75%.

0,76 % 0 %

4) Aliquota per fabbricati ad uso abitazione e per le relative pertinenze già concessi in locazione a canone concertato (L. n. 431/1998) nel caso in cui venga pattuita con il medesimo locatario una riduzione di almeno il 20 % del canone.

  In riferimento a tale fattispecie si prevede che:

a) A seguito dell’effettiva riduzione del canone di locazione di almeno il 20 %, quale condizione indispensabile per avere diritto al riconoscimento dell’aliquota stabilita ogni soggetto passivo presenti al Comune, con mezzi idonei che ne garantiscano la ricezione, apposita dichiarazione, su moduli predisposti dall’Ufficio tributi, entro il 31 dicembre dell’anno in cui intendono iniziare ad applicare l’aliquota, dove si comunicano i dati degli immobili nonché gli estremi di registrazione dei relativi contratti;
b) L’aliquota prevista si applica all’abitazione ed alle relative pertinenze; quali pertinenze si intendono gli  stessi immobili così come definiti dalla legge per l’abitazione principale;
c) L’aliquota prevista viene concessa solamente per i contratti regolarmente registrati ai sensi di legge, e stipulati in conformità alla L. n. 431/1998, ai sensi dell’Accordo territoriale definito in data 4/4/2005 per il Comune di Bibbiano o ad altri successivi accordi sostitutivi/modificativi dello stesso;
d) L’aliquota prevista si applica per l’intera durata del contratto, come risultante dall’anzidetta apposita dichiarazione, e comunque per il periodo corrispondente a quello interessato dall’applicazione dall’aliquota;
e) Il beneficiario dell’aliquota prevista comunica all’Ufficio tributi, con mezzi idonei che ne garantiscano la ricezione, l’eventuale scadenza anticipata del contratto di locazione che si verifichi nel periodo interessato ovvero il venir meno delle condizioni.

0,46 % 0 %

5) Aliquota per fabbricati ad uso abitazione e per le relative pertinenze concessi in locazione a nuclei familiari in condizione di vulnerabilità e che si trovano in uno stato di emergenza abitativa.

  In riferimento a tale fattispecie si prevede che:
a) Si considerano nuclei familiari in situazione di vulnerabilità coloro che:
- Si trovano in situazioni di difficoltà economica, disequilibrio temporaneo, fragilità sociale, e che sono segnalati come tali dai servizi sociali;
- presentano un ISEE compreso tra € 10.500 e € 18.000;
- si trovano in una situazione di emergenza abitativa;
- non possiedono immobili ad uso abitativo nel territorio o nei Comuni limitrofi;
b) Ogni soggetto passivo dell’IMU, a seguito dell’effettiva stipula del contratto di locazione, quale condizione indispensabile per avere diritto al riconoscimento dell’aliquota stabilita, deve presentare al Comune, con mezzi idonei che ne garantiscano la ricezione, apposita dichiarazione, su moduli predisposti dall’Ufficio tributi, entro il 31 dicembre dell’anno in cui intende iniziare ad applicare l’aliquota, dove si comunichino i dati degli immobili nonché gli estremi di registrazione dei relativi contratti;
c) L’aliquota prevista si applica all’abitazione ed alle relative pertinenze; quali pertinenze si intendono gli stessi immobili così come definiti dalla legge per l’abitazione principale;
d) L’aliquota prevista si applica per l’intera durata del contratto, come risultante dall’anzidetta apposita dichiarazione, e comunque per il periodo corrispondente a quello interessato dall’applicazione dall’aliquota;
e) Il beneficiario dell’aliquota prevista comunica all’Ufficio tributi, con mezzi idonei che ne garantiscano la ricezione, l’eventuale scadenza anticipata del contratto di locazione che si verifichi nel periodo interessato.

0,46 % 0 %

6) Aliquota per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 9, comma 3-bis, del D.L. 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla Legge 26 febbraio 1994, n. 133.

 0,10%  0 %

7) Aliquota per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.

NOTE: ai sensi del comma 751, art. 1, della L. n. 160/2019, a decorrere dal 1/1/2022 tali fattispecie di fabbricati sono esenti dall'IMU, salvo successiva diversa disposizione modificativa di legge.

 0,25%  0 %

8) Aliquota per i fabbricati ad uso abitazione c.d. “seconde case” (abitazioni tenute a disposizione, abitazioni vuote, abitazioni locate che non rientrano nelle fattispecie di cui ai punti 3 4 e 5 precedenti, abitazioni concesse in comodato, in generale tutti i fabbricati di cui alla cat. catastale A che non sono abitazioni principali, non sono riconducibili alle locazioni di cui alle fattispecie dei punti 3 4 e 5 precedenti, non sono riconducibili alla fattispecie di cui al punto 7, e non sono classati nella cat. catastale A10).

Aliquota per tutti i fabbricati classati nelle categorie catastali C2 C6 C7 che non rientrano nelle eccezioni di cui ai punti precedenti.

Aliquota per gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell’art. 93 del DPR n. 616/1977.

Aliquota per i terreni agricoli iscritti a catasto a qualsiasi uso destinati compresi quelli non coltivati – ad eccezione dei terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all'art. 1 del D. Lgs. n. 99/2004 iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all'articolo 1, comma 3, del citato D. Lgs.  n. 99/2004, indipendentemente dalla loro ubicazione, che sono esenti IMU ai sensi del dell’art. 1, comma 758, della L. n. 160/2019.

NOTE: il comma 747, lettera c, dell’art. 1, della L. n. 160/2019, prevede che per le unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1 A/8 A/9, la base imponibile è ridotta del 50%, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, possieda nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1 A/8 A/9. Il beneficio si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest'ultimo in presenza di figli minori.
Per gli alloggi IACP il comma 749, dell’art. 1, della L. n. 160/2019, prevede una detrazione di euro 200.

 1,06 %  0 %

 

 

Immobili cosiddetti "merce"

 

Dal 2014 fino al 2019 l'IMU non si applica relativamente ai fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, ma si applica la TASI. Dal 2020 invece, con l'abolizione della TASI, a questi si applica l'IMU.

 

Immobili delle coop. edilizie, alloggi sociali, casa coniugale assegnata al coniuge, immobili delle Forze armate e di polizia

 

Dal 2014, per espressa previsione di legge, si devono considerare esenti da IMU: le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministero delle Infrastrutture del 22/04/2008; la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; l’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

 

Come si calcola l'IMU

 

L’Imu si calcola applicando alla base imponibile l’aliquota fissata, e sottraendo le detrazioni previste. Il calcolo e il versamento sono fatti, come avveniva per l’Ici, in modo autonomo dal contribuente, in “auto-tassazione”. L’imposta è dovuta per anno solare e versata da ciascun soggetto passivo in proporzione alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso (la frazione di mese superiore/uguale a 15 gg vale come mese intero).

 

Versamento

 

Il versamento dell’Imu è obbligatoriamente effettuato tramite modello F24.

Dal 2014, l' importo minimo di versamento annuo è stato fissato in euro 5 dal Regolamento IMU  e dal Regolamento generale delle entrate tributarie comunali .

Il pagamento dell’imposta dovuta si effettua in n. 2 rate utilizzando le aliquote deliberate. Il versamento dell’ acconto (1° rata) deve essere effettuato entro il 16 giugno considerando il 50% dell’imposta complessivamente dovuta per l’anno, mentre il rimanente saldo (2° rata) con conguaglio sulla prima rata deve essere effettuato entro il 16 dicembre. E’ possibile, in alternativa, pagare entro il 16 giugno in un’unica soluzione l’imposta complessivamente dovuta per l’anno (salvo conguaglio da effettuare in sede di saldo nel caso di variazioni ovvero di cambiamenti delle aliquote in corso d’anno).

La quota di competenza statale è versata in modo distinto, ma contestualmente al versamento dell’Imu di competenza comunale. Si utilizzano specifici “codici tributo” da indicare sul modello F24.

 

Regime particolare per l’anno 2013.

Il DL n. 102/2013, convertito nella L. n. 124/2013, ha abolito la prima rata di acconto di giugno: per l'abitazione principale e relative pertinenze (ad eccezione dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A1, A8, A9), per gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti per le case popolari, per i terreni agricoli, per i fabbricati rurali strumentali.

Lo stesso DL n. 102/2013 ha abolito la seconda rata di saldo di dicembre relativamente ai fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fino a che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Ai fini dell'applicazione del beneficio il soggetto passivo deve presentare, a pena di decandenza entro il termine per la presentazione delle dichiarazioni di variazioni relative all'IMU, apposita dichiarazione con la quale attesta il possesso dei requisiti e indica gli estremi catastali degli immobili in questione (nota: utilizzare il modello Ministeriale per la dichiarazione quando sarà disponibile per tale tipo di denuncia). Per tali immobili la prima rata di acconto è pertanto dovuta, con conguaglio d'imposta da versare a dicembre sulla base delle aliquote definitive approvate.

Il DL n. 133/2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30/11/2013, ha poi abolito la seconda rata di saldo di dicembre: per l'abitazione principale e relative pertinenze (ad eccezione dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A1, A8, A9), per gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti per le case popolari, per i terreni agricoli e per quelli non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli IAP iscritti alla previdenza agricola, per i fabbricati rurali strumentali. Nota: pertanto solo per i terreni agricoli e quelli non coltivati posseduti e condotti da coltivatori diretti, da IAP, vale l’abolizione della seconda rata; per tutti gli altri casi invece, i terreni agricoli devono la seconda rata di dicembre.

Mini IMU relativa all'anno 2013 da versare entro il 24/01/2014.

Il DL n. 133/2013 all'articolo 1, comma 5, dispone che, per i Comuni che hanno adottato una aliquota maggiore rispetto a quella standard (0,4 % per l'abitazione principale, 0,76 % per gli altri immobili) per gli immobili per i quali è stata introdotta l'abolizione della rata di saldo IMU 2013, entro il 24 gennaio 2014 (termine differito dall’art. 1, comma 680, Legge n. 147/2013) il contribuente dovrà effettuare un versamento integrativo pari al 40 % dell'imposta calcolata per differenza tra l'imposta dovuta sulla base dell'aliquota adottata e l'imposta dovuta sulla base dell'aliquota standard: si tratta della cosiddetta "mini IMU".

Le fattispecie tenute al pagamento della mini Imu coincidono quindi con le fattispecie per le quali è stata disposta la non debenza della rata di saldo 2013.

All’obbligo di versamento della mini Imu sono tenuti anche gli immobili assimilati all’abitazione principale con delibera comunale, ovverosia, per quanto riguarda il Comune di Bibbiano, l’unità immobiliare posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che l’abitazione non risulti locata.

Così, per quanto riguarda il Comune di Bibbiano, per gli immobili qualificati come abitazione principale e relative pertinenze, per i quali il Comune ha adottato l'aliquota del 0,5 %, occorrerà determinare la differenza d'imposta dovuta tra quella annua calcolata con l'aliquota allo 0,5 % e quella annua calcolata con l'aliquota allo 0,4 %, tenendo conto, per i conteggi effettuati con le diverse aliquote, delle detrazioni d'imposta vigenti. Della differenza così determinata si dovrà versare la quota del 40%, entro il 24 gennaio 2014.
Medesimo discorso vale per i terreni agricoli e per quelli non coltivati posseduti e condotti da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali IAP iscritti alla previdenza agricola, per i quali l'aliquota adottata dal Comune è pari allo 0,98 %, mentre l'aliquota standard è pari allo 0,76 %: anche in tal caso va versato entro il 24 gennaio 2014 il 40 % della differenza d'imposta annua calcolata con riferimento alla due aliquote.

Esempio. Si ipotizzi una abitazione principale con 325 euro di rendita catastale già rivaluta, 52.000 euro base imponibile, detrazione 200 euro. Ad aliquota standard dello 0,4 % l'IMU è pari a 8 euro, ad aliquota 2013 deliberata del Comune dello 0,5 % l'IMU è pari a 60 euro. La differenza è pari a 52 euro, da versare entro il 24 gennaio 2014 per il 40 % ovverosia per 20,8 euro.

NOTE. Si devono utilizzare gli stessi codici tributo esistenti per le fattispecie interessate al versamento. Per i versamento della mini IMU, si applicano le disposizioni sull'importo minimo di versamento pari a 12 euro, così come disposto dal Regolamento generale delle entrate tributarie comunali all'art. 20 comma 5 e dal Regolamento IMU all'art. 7: si precisa che occorre considerare l'importo minimo di versamento su base annua, per ciascun contribuente, sull'importo complessivamente dovuto per tutto l'anno 2013 e per tutti gli immobili situati nel Comune. Nella compilazione dell'F24 occorre barrare solo la casella del "saldo"; nel campo "rateazione" deve essere compilato il valore 0101 per i pagamenti con codice tributo 3912, mentre per gli altri pagamenti tale campo non va compilato; la casella "detrazione" in caso di abitazioni principali va compilata indicando l'importo effettivo della detrazione 2013; la casella "immobili" deve essere regolarmente compilata.

Per maggiori informazioni e chiarificazioni si rimanda al testo di legge integrale (DL n. 133/2013, art. 1, comma 5.

 

Modello F24

 

Nel modello F24 dove essere compilata la “Sezione IMU e altri tributi locali” e nello spazio “codice ente/codice comune” deve essere inserito il codice catastale A850 del Comune di Bibbiano. Gli importi sono da inserire nella colonna “importi a debito”.

Di seguito i codici tributo per l'F24 per l'IMU:

3912 abitazione principale e relative pertinenze - COMUNE
3913 fabbricati rurali ad uso strumentale - COMUNE
3914 terreni - COMUNE
3916 aree fabbricabili - COMUNE
3925 fabbricati uso produt. cat. D - STATO
3930 fabbricati uso produt. cat. D - COMUNE
3939 fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita - COMUNE
3918 altri fabbricati - COMUNE

 

Versamento per i soggetti non residenti in Italia

 

I contribuenti residenti all'estero dovranno seguire un particolare iter per il versamento nel caso in cui non riescano ad utilizzare il modello F24. Rispetto all'Ici si comunica che non è più consentita la vecchia possibilità di versare l'imposta in un'unica soluzione entro la scadenza del mese di dicembre con l'applicazione di interessi al 3%.

Per i cittadini italiani residenti all'estero, nel caso in cui non riescano ad utilizzare l'F24, il versamento dell'imposta dovuta al Comune di Bibbiano dovrà essere effettuato, entro i termini ordinari, con bonifico bancario utilizzando le seguenti coordinate:

Unicredit Banca Spa (Tesoreria comunale)

IBAN: IT 96 S 02008 66160 000104699008

Codice BIC SWIFT: UNCRITMM

Come causale dei versamenti devono essere indicati:

  • il codice fiscale o partita IVA del contribuente o, in mancanza, il codice di identificazione fiscale rilasciato dallo Stato estero di residenza, se posseduto;

  • la sigla "IMU", il nome del Comune ove sono ubicati gli immobili e i relativi codici tributo come sopra indicati;

  • l'annualità di riferimento;

  • l'indicazione "acconto" o "saldo" nel caso di pagamento in due rate.

La copia delle operazioni di versamento dovrà essere inviata al Comune di Bibbiano - Ufficio Tributi, per i successivi controlli, anche a mezzo e-mail.

 

Ravvedimento Operoso IMU

 

Il ravvedimento operoso, in caso di mancato pagamento o di irregolarità commesse, permette di regolarizzare la propria situazione beneficiando di sanzioni ridotte.

Chi non ha pagato l’Imu, in tutto o in parte, alle scadenze ordinarie, può regolarizzarsi con il “ravvedimento operoso”, pagando sanzioni ridotte. Il ravvedimento è ammesso prima che il Comune inizi i controlli e scopra l’errore e l’irregolarità con l’attività dell’accertamento: dopo infatti non sarà più possibile correggere gli errori e beneficiare del ravvedimento e delle relative sanzioni ridotte. Oltre alle sanzioni ridotte si devono aggiungere gli interessi al tasso legale (al 2,5% nel 2012 e 2013, 1% nel 2014, 0,5% nel 2015, 0,20% nel 2016, 0,10% nel 2017, 0,30% nel 2018, 0,80% nel 2019, 0,05% nel 2020) calcolati giorno per giorno sul tributo dovuto, a partire dalla data di scadenza ordinaria per il pagamento fino alla data in cui avviene il ravvedimento.

Per saperne di più: ravvedimento operoso

 

VOLANTINI NOTIZIE

pdf IMU 2014 - news acconto aliquote e versamento  (formato pdf - 81 Kb)

pdf IMU 2014 - news saldo conguaglio aliquote e versamento  (formato pdf - 82 Kb)

pdf IMU 2015 - news acconto aliquote e versamento (formato pdf - 79 Kb)

pdf IMU 2015 - news saldo conguaglio aliquote e versamento (formato pdf - 83 Kb)

pdf IMU 2016 - news aliquote e versamento (formato pdf - 81 Kb)

pdf IMU 2017 - news aliquote e versamento (formato pdf - 80 Kb)

pdf IMU 2018 - news aliquote e versamento (formato pdf - 80 Kb)

pdf IMU 2019 - news aliquote e versamento  (formato pdf - 80 Kb)

pdf IMU 2020 - news aliquote e versamento  (formato pdf - 80 Kb)

 

DELIBERE COMUNALI DI APPROVAZIONE ALIQUOTE IMU

pdf Delibera aliquote definitive IMU anno 2012 (formato pdf - 438 Kb)

pdf Delibera aliquote definitive IMU anno 2013 (formato pdf - 172 Kb)

pdf Delibera aliquote definitive IMU anno 2014  (formato pdf - 448 Kb)

pdf Delibera aliquote definitive IMU anno 2015  (formato pdf - 428 Kb)

pdf Delibera aliquote definitive IMU anno 2016 , 2017, 2018 e 2019 (formato pdf - 410 Kb)

pdf Delibera aliquote definitive IMU anno 2020  (formato pdf - 400 Kb)

 

 

REGOLAMENTO COMUNALE IMU

pdf Regolamento Comunale vigente per l'applicazione dell'IMU (formato pdf - 104 Kb)

pdf Regolamento Comunale per l'applicazione dell'IMU in vigore fino al 31/12/2019  (formato pdf - 104 Kb)

 

VALORI INDICATIVI DELLE AREE FABBRICABILI AI FINI IMU

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2013 (formato pdf - 129 Kb)

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2014 (formato pdf - 815 Kb)

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2015 (formato pdf - 822 Kb)

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2016 (formato pdf - 802 Kb)

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2017 (formato pdf - 800 Kb)

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2018 (formato pdf - 800 Kb)

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2019 (formato pdf - 800 Kb)

pdf Valore indicativo aree fabbricabili anno 2020  (formato pdf - 750 Kb)

 

ACCORDO TERRITORIALE LOCAZIONI A CANONE CONCERTATO

pdf Accordo territoriale locazioni a canone concertato (formato pdf - 889 Kb)

 

MODULISTICA IMU

pdf Assimilazione all'abitazione principale per gli anziani e disabili (formato pdf - 47,6 Kb)

pdf Dichiarazione immobili inagibili inabitabili (formato pdf - 26,3 Kb)

pdf Dichiarazione fabbricati locati a canone concertato (formato pdf - 74,9 Kb)

 

SITO DELL'AGENZIA DEL TERRITORIO PER LA VERIFICA DELLA RENDITA CATASTALE DELL'IMMOBILE

E' possibile accedere al sito web dell'Agenzia del Territorio per verificare la rendita catastale del proprio immobile. Per poterlo fare occorre essere in possesso del codice fiscale/partita iva e degli estremi catastali (foglio, mappale, subalterno) dell'immobile da ricercare.

Accedi  

CON "CALCOLO IMU" SI PUO' GRATUITAMENTE E IN MODO GUIDATO:

  • CALCOLARE ON-LINE LA PROPRIA IMU E STAMPARE IL MODELLO F24 PER IL PAGAMENTO

    (con la possibilità di eseguire on-line il "ravvedimento operoso" in caso di irregolarità commesse)

    COMPILARE ON-LINE LA PROPRIA DICHIARAZIONE IMU E STAMPARE IL MODULO DA PRESENTARE IN COMUNE

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A CHI RIVOLGERSI: UFFICIO TRIBUTI

Responsabile Servizio Ferretti Daniele
Referenti ufficio Bartoli Manuela, Ferretti Daniele
Dove piazza Damiano Chiesa, 1/1 - secondo piano
(sede decentrata Palazzo Carducci)
Telefono 0522 253206 (Manuela) - 0522 253236 (Daniele)
Fax 0522 882354
E-mail ufficio.tributi@comune.bibbiano.re.it

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