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Premio Internazionale di Fotografia Stanislao Farri 2026

Seconda edizione – Open Call “Mondo rurale”

Il Premio Internazionale di Fotografia Stanislao Farri nasce con l’intento di rendere omaggio alla figura e all’eredità culturale di un fotografo che ha saputo interpretare la fotografia come strumento di memoria, conoscenza e attenzione verso il territorio. Ideato e curato come luogo di incontro tra ricerca visiva, sensibilità documentaria e riflessione contemporanea, il Premio si propone di valorizzare progetti capaci di restituire, attraverso immagini e narrazioni, la complessità del reale e le trasformazioni che attraversano i paesaggi, le comunità e le identità.

La seconda edizione, dedicata al tema “Mondo rurale”, ha invitato gli autori a confrontarsi con un ambito ricco di stratificazioni storiche, sociali e simboliche. Il rurale non è stato inteso soltanto come spazio agricolo o come dimensione geografica contrapposta alla città, ma come territorio vivo, attraversato da pratiche, memorie, lavori, resistenze e nuove forme di relazione tra uomo, natura, paesaggio e comunità.

La risposta alla open call ha confermato la capacità del Premio di intercettare sguardi diversi e di generare un dialogo ampio intorno alla fotografia contemporanea. La seconda edizione ha registrato un significativo incremento delle candidature rispetto alla precedente, rendendo necessaria la proroga del termine di partecipazione. Hanno preso parte all’iniziativa autori provenienti da quasi tutte le regioni italiane, insieme a cinque candidature estere da Francia, Lituania, Olanda, Malesia e Bielorussia. I progetti ricevuti hanno restituito una visione molteplice del mondo rurale: talvolta intima e autobiografica, talvolta documentaria, poetica, concettuale o critica, ma sempre capace di interrogare il rapporto tra luoghi, persone, memoria e trasformazione.

In questo contesto, i lavori premiati e menzionati si distinguono per la qualità della ricerca, per la coerenza dello sguardo e per la capacità di offrire letture personali e non convenzionali del tema. Ciascun progetto, con linguaggi e sensibilità differenti, contribuisce a comporre una riflessione ampia sul presente del mondo rurale e sul suo valore come spazio di identità, esperienza e immaginario.

Luigi Grassi (Campobasso), vincitore della Sezione Over 30 con 42 voti

Con “Di anime e animali”, Luigi Grassi esplora le radici personali e culturali di una comunità che da secoli vive in profonda relazione con il mondo animale. Il progetto restituisce il mondo rurale come spazio di appartenenza, memoria e continuità, dove il rapporto tra persone, animali e territorio diventa parte integrante di un’identità condivisa. Ne emerge una ricerca intima e partecipe, capace di coniugare forza documentaria e intensità espressiva senza cedere alla nostalgia.

Giancarlo Carnieli (Milano), secondo classificato e Menzione d’onore con 26 voti

Con “20’to Milan”, Giancarlo Carnieli invita a scoprire una realtà rurale sorprendentemente vicina a Milano: una comunità contadina che, a soli venti minuti dalla città, continua a custodire pratiche, gesti e tradizioni del territorio. La forza del progetto risiede proprio in questa prossimità inattesa, che mette in dialogo dimensione urbana e persistenza rurale, mostrando come il mondo contadino non appartenga soltanto a un altrove distante, ma possa sopravvivere ai margini della metropoli come presenza viva, fragile e resistente.

Matteo De Petris (Roma), vincitore della Sezione Under 30 con 36 voti

Con “La strada è un giardino”, Matteo De Petris conduce lo spettatore in un viaggio lungo la via Salaria, dove i margini della strada si trasformano in un inatteso “giardino” fino al versante adriatico. Il progetto interpreta il mondo rurale attraverso gli spazi laterali, residuali e spesso ignorati, nei quali la natura torna lentamente a riconquistare ciò che l’intervento umano ha modificato o abbandonato. Il suo sguardo, insieme poetico e documentario, invita a rallentare e a riconoscere nuove forme di paesaggio nei luoghi apparentemente più anonimi.

Anouk Andrea Boni (Modena), seconda classificata e Menzione d’onore con 33 voti

Con “Di nere trame segnano il terreno, Anouk Andrea Boni propone una personale interpretazione artistica degli strumenti e degli oggetti del lavoro rurale. Attraverso una ricerca per sottrazione, l’autrice isola dettagli, tracce e superfici, trasformando gli attrezzi in forme quasi astratte e restituendo alla materia del lavoro una nuova forza visiva. Il progetto amplia così la lettura del tema, spostando l’attenzione dalla rappresentazione diretta del paesaggio rurale alla memoria impressa negli oggetti, nei segni e nelle trame che raccontano il rapporto tra gesto, terra e tempo.

Enzo Crispino
Ideatore e curatore del Premio Internazionale di Fotografia Stanislao Farri

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Ultimo aggiornamento: 08-09-2026, 13:01